17 Aprile 2026
L’Irlanda è il paese che registra l’andamento migliore tra il 2010 e il 2020, grazie all’aumento della quota di investimenti su Pil (+22,1 punti percentuali e del PIL pro-capite che passa da 36.700 euro nel 2010 a 62.980 nel 2020). Diminuisce anche la quota di disoccupati di lungo termine e quella di part-time involontario, rispettivamente -5,5 e -18,5 punti percentuali. A causa del peggioramento di questi due ultimi indicatori, la Grecia e l’Italia sono gli unici Paesi a misurare una variazione negativa tra il 2010 e il 2020. L’Italia, come detto, evidenzia grandi criticità, assestandosi, nel 2020, al penultimo posto in Europa e molto distante dalla media europea: una più alta quota di part time involontario (5,1 contro 2,5% dell’Ue nel 2020), di Neet (23,3 contro 13,7% dell’Ue nel 2020) e un più basso tasso d’occupazione (61,9 contro 71,7% dell’Ue nel 2020). Relativamente alla variazione tra il 2019 e il 2020 questo Goal risulta tra i più colpiti dalla pandemia, circa due quinti dei Paesi evidenziano variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre il resto degli Stati non misura alcun tipo di miglioramento. In particolare, in Irlanda, Bulgaria, Spagna, Lituania e Austria si hanno i peggioramenti più significativi, mentre la Croazia, Estonia, Olanda e Polonia sono i Paesi che hanno subito meno gli effetti del primo anno di pandemia.
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