17 Aprile 2026

L’economista Jeffrey Sachs ha affermato che l’era dell’impunità sull’inquinamento da combustibili fossili da parte dei Paesi ricchi è finita e un tribunale internazionale si pronuncerebbe a favore dei Paesi in via di sviluppo se fossero in grado di citare in giudizio per perdite e danni. Il Regno Unito ha affermato che consentirebbe alcune dilazioni del pagamento del debito per i Paesi colpiti da disastri climatici, mentre Austria e Nuova Zelanda hanno presentato nuovi finanziamenti per perdite e danni.

In un evento presso il padiglione ucraino, Bill McKibben, ambientalista americano e fondatore di 350.org, ha dichiarato: “Quest’anno abbiamo compreso appieno il legame tra combustibili fossili e fascismo. Putin non avrebbe potuto invadere l’Ucraina senza i profitti del petrolio e del gas”. Secondo Svitlana Krakovska, scienziata ucraina dell’Ipcc, nessun combustibile fossile dovrebbe essere utilizzato per ricostruire l’Ucraina.

Oggi i negoziatori si sono chiusi dentro le loro stanze. All’esterno le autorità egiziane sono sempre più sotto pressione per fornire risposte su dove si trovi Abd el-Fattah e se è ancora vivo. Nei negoziati a livello tecnico, i Paesi in via di sviluppo hanno espresso frustrazione per il mancato rispetto degli impegni assunti dai Paesi sviluppati. Questi includono un obiettivo fissato a Glasgow nel 2021 per almeno raddoppiare il finanziamento dell’adattamento rispetto ai livelli del 2019 entro il 2025. I Paesi in via di sviluppo hanno lamentato i processi lenti nell’accreditare i nuovi organismi di attuazione nell’ambito del Green Climate Fund e nel far decollare i progetti e ciò che alcuni hanno ritenuto essere i criteri di ammissibilità esclusivi per ricevere finanziamenti.

Al livello dei ministri si è discusso in merito alla quantificazione dei finanziamenti per il clima. Molti Paesi hanno sottolineato la necessità di semplificare e accelerare i processi di accreditamento al Fondo per l’adattamento. In materia di quantificazione i ministri hanno suggerito che l’obiettivo dovrebbe essere fissato quantomeno a un livello che rifletta l’entità dei finanziamenti necessari per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

 

Aggiornamenti quotidiani a cura di Toni Federico, coordinatore del Gruppo di lavoro “Energia e Clima” (Goal 7-13) dell’ASviS e del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Leggi gli approfondimenti sul sito del Comitato

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