17 Aprile 2026
Il neo presidente brasiliano rilancia la difesa dell’Amazzonia e annuncia la richiesta che la Cop del 2025 si svolga in Brasile. Cresce la preoccupazione per l’esito dei negoziati per perdite e danni.
Le discussioni sul clima devono andare di pari passo con l’ambiente e quindi con la biodiversità. Questo non significa solo guardare a come garantire che la biodiversità sia mantenuta e promossa, ma anche come la natura stessa possa essere uno strumento vitale per proteggere il pianeta dal cambiamento climatico.
Ma il fatto che segna la giornata della biodiversità è senza dubbio l’intervento del neo presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, che sfida l’attuale establishment globale. “Quando ero presidente del Brasile, ho detto che l’Onu doveva essere riformato. Non riesco a immaginare che le Nazioni Unite siano guidate dalla stessa logica geopolitica della seconda guerra mondiale. Il mondo è cambiato. I continenti vogliono essere rappresentati. Non c’è alcuna spiegazione sul perché i vincitori della seconda guerra mondiale dovrebbero avere in mano il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Se c’è una cosa che dobbiamo cambiare sulla governance globale, è il cambiamento climatico. Altrimenti il tempo passa, si muore e le cose non cambiano. È con questo obiettivo che sono tornato. Voglio creare un mondo più giusto e un’umanità più efficace”, ha detto Lula, che entrerà ufficialmente in carica come nuovo presidente il prossimo gennaio.
“Quando il Brasile presiederà il G20 nel 2024, l’agenda sul clima sarà una delle priorità principali. I Paesi ricchi hanno detto a Copenaghen che avrebbero raccolto 100 miliardi di dollari per aiutare i Paesi meno sviluppati ad affrontare il cambiamento climatico. Abbiamo bisogno di meccanismi finanziari per rimediare alle perdite e ai danni causati dai cambiamenti climatici. Non possiamo rimandare questo dibattito”. Lula ha avanzato due proposte. La prima è un incontro dei Paesi amazzonici per guardare allo sviluppo integrato della regione. La seconda proposta è che il Brasile ospiti la COP 30 nel 2025 nella regione amazzonica.
“Non c’è sicurezza del pianeta senza un’Amazzonia protetta. Faremo tutto il necessario per azzerare la deforestazione e il degrado. Daremo la priorità alla lotta contro la deforestazione”, ha aggiunto Lula.
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