17 Aprile 2026
L’Europa non firmerà un accordo privo dell’impegno sugli 1,5 C°, anche se dal resto del mondo suonano voci differenti. Nel nuovo testo una proposta per il fondo per perdite e danni. Raggiunto l’accordo sul mercato del carbonio.
In apertura di giornata l’Europa prende la parola per dire che non firmerà un accordo che dia gli 1,5 °C per liquidati, come pare intenzione del pessimo presidente egiziano. Meglio nessuna decisione che una cattiva decisione. L’Australia si schiera con l’Europa.
John Kerry ha il Covid. Mancherà sul ring della conclusione di Sharm, il Paese da sempre protagonista. Non è una buona notizia. Teresa Ribera, ministro dell’ambiente spagnolo, ha detto che la Spagna si ritirerà in assenza di un accordo “equo”: “Non voglio vedere un risultato che possa tornare indietro rispetto a ciò che abbiamo già fatto a Glasgow” per colpa del presidente egiziano.
Dal resto del mondo suonano voci diverse e preoccupanti: a che serve l’impegno di 1,5 °C tanto caro all’Ue e ad altri Paesi se le nazioni ricche e inquinanti non pagano i loro debiti climatici? Siamo al rimpallo totale delle responsabilità. Qualcuno vuole aprire la strada al disastro, ma il presidente della Cop, Sameh Shoukry, ha affermato che l’ultimo testo manterrà vivo l’obiettivo degli 1,5 °C.
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