17 Aprile 2026
Fonte immagine: Ansa
Alcuni Paesi hanno cercato di rinnegare l’obiettivo di 1,5 °C e di abolire il meccanismo della irreversibilità degli impegni (ratcheting up). Hanno fallito, ma è stata eliminata dal testo finale una risoluzione per raggiungere il picco delle emissioni entro il 2025. Il gas è stato il grande protagonista di questa Cop, con un numero sorprendentemente elevato di accordi firmati a margine del vertice. Il documento finale della Cop 27 contiene un provvedimento per incentivare “l’energia a basse emissioni”. Ciò potrebbe significare molte cose, dai parchi eolici e solari ai reattori nucleari e alle centrali elettriche a carbone dotate di cattura e stoccaggio del carbonio. Poiché a pensar male… ci si azzecca, potrebbe anche valere per il gas, che ha emissioni inferiori rispetto al carbone.
Ecco invece le parole del documento concordato alla Cop 27 che istituisce il fondo perdite e danni per aiutare i Paesi in via di sviluppo a far fronte agli impatti dei cambiamenti climatici. Il linguaggio è significativo. “La Conferenza delle Parti … decide di istituire nuovi accordi di finanziamento per assistere i Paesi in via di sviluppo che sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico, in risposta a perdite e danni, anche con particolare attenzione ad affrontare perdite e danni fornendo e assistendo nella mobilitazione di risorse nuove e aggiuntive, e che questi nuovi accordi integrino e includano fonti, fondi, processi e iniziative nell’ambito e al di fuori della Convenzione e dell’Accordo di Parigi. Decide inoltre, nel contesto dell’istituzione delle nuove modalità di finanziamento … di istituire un fondo per la risposta a perdite e danni il cui mandato include un focus sulla gestione di perdite e danni”. Il testo, concordato da quasi 200 Paesi, istituisce anche un comitato per elaborare le regole per realizzare il fondo. Quel comitato riferirà alla Cop del prossimo anno (Climate action network – Can). Lo stesso Guterres, segretario generale dell’Onu, si compiace del risultato ottenuto su loss and damage (video), ma dice: “Siamo chiari. Il nostro pianeta è ancora in rianimazione. Dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni subito, e questo è un problema che questa Cop non ha affrontato. Un fondo per perdite e danni è essenziale, ma non è una risposta se la crisi climatica cancella dalla mappa un piccolo stato insulare o trasforma un intero Paese africano nel deserto. Il mondo ha ancora bisogno di passi da gigante in termini di ambizione climatica. La linea rossa che non dobbiamo oltrepassare è quella che porta il nostro pianeta oltre il limite di temperatura di 1,5 gradi”.
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