20 Aprile 2026

Il Rapporto ASviS sottolinea la scarsa importanza attribuita dalla politica italiana al rispetto degli impegni internazionali per la cooperazione allo sviluppo. L’Italia, pur essendo parte del G7, si colloca al 18esimo posto della classifica dei Paesi donatori. Inoltre, negli ultimi anni si sono registrati ritardi dei bandi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) di due-tre anni, e questo riduce l’efficacia della politica di cooperazione allo sviluppo, impedendo peraltro l’auspicata sinergia tra progetti e programmi dei vari attori e la costruzione di partenariati strategici, alla base dello stesso Obiettivo 17 dell’Agenda 2030. In relazione agli impegni sul clima, poi, il piano industriale per gli investimenti del Fondo italiano clima non è ancora stato reso pubblico e l’impegno italiano sottoscritto a Glasgow di non finanziare più con risorse pubbliche l’estrazione di idrocarburi è stato eluso, riducendo la credibilità politica dell’Italia nella comunità internazionale.

Il documento sottolinea anche che i finanziamenti per i programmi di sviluppo multilaterali sono stati ridotti nell’ultima Legge di Bilancio, dando priorità a un bilateralismo più strettamente governativo, e che una politica estera che mette al centro della cooperazione allo sviluppo il tema del contenimento dei flussi migratori in chiave securitaria non appare interessata ad aggredire le cause che li generano.

Tra gli elementi positivi si segnalano, invece, l’approvazione del “Nexus pace, emergenza e sviluppo” per rafforzare il legame tra le diverse politiche, l’adozione del Piano di azione nazionale di educazione alla cittadinanza globale, l’impegno per una maggiore partecipazione di persone con disabilità e l’avvio del “Processo di Roma” per stabilire un percorso di lungo periodo di partenariato tra Ue e Paesi africani per lo sviluppo, sebbene non sia stata ancora condivisa invece una bozza del “Piano Mattei per l’Africa”.

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