20 Aprile 2026
In un momento storico in cui scenari di guerra e violazioni dei diritti umani si stanno intensificando a livello globale, è necessario trovare misure sempre più concrete per sostenere la pace, la giustizia e l’efficacia delle istituzioni, in linea con l’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 dell’Onu.
Secondo i risultati del sondaggio Ipsos nel Rapporto ASviS 2023, il Goal 16 è al nono posto nella classifica delle priorità dell’opinione pubblica italiana sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il livello di fiducia complessivo nelle istituzioni italiane degli ultimi anni si attesta stabilmente sotto la quota del 50%, collegandosi fortemente con la condizione economica. Tre quarti delle persone vedono povertà e disuguaglianze in crescita nel nostro Paese e considerano lo “Stato” tra le principali cause di tali disparità, si può quindi individuare proprio nel tema della giustizia sociale e della lotta alle disuguaglianze la chiave per il riscatto delle istituzioni.
Andando a vedere il quadro italiano sull’Obiettivo 16, dal Rapporto emerge che nell’ultimo decennio in Italia sono diminuiti drasticamente i crimini più efferati, quali omicidi volontari e criminalità predatoria, ma sono cresciute le violenze sessuali (+12,5%) e le estorsioni (+55,2%). Forte è anche l’aumento di tutti i reati informatici, quali truffe e frodi (+152,3% rispetto al 2012). Molto preoccupante, poi, la crescita esponenziale dei crimini d’odio e discriminatori in ambito razziale, etnico e sessuale (di cui il 70% circa avviene online) e il costante aumento dei crimini ai danni di minorenni (+89% dal 2004).
Molteplici interventi hanno contributo negli ultimi anni a modificare lo scenario sullo stato di diritto: le riforme complessive della giustizia civile e penale (riforma “Cartabia”) per una maggiore efficienza delle procedure e la riduzione dei tempi del processo sono state avviate con decreti attuativi, la digitalizzazione del sistema giudiziario è notevolmente migliorata, la “giustizia riparativa” ha registrato dei progressi. Tuttavia, il sovraffollamento carcerario ridottosi nel decennio 2010-2019 ha ripreso a salire nell’ultimo biennio, facendo registrare un andamento discordante per il relativo obiettivo di azzeramento entro il 2030. Inoltre, l’Italia ha raggiunto nel 2021 il peggiore livello in tutta l’Ue sia per l’offerta dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni sia per la durata media dei procedimenti civili (l’obiettivo di riduzione entro il 2026 del 40% rispetto al 2019 non potrà difatti essere raggiunto).
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