20 Aprile 2026

Permangono gravi ritardi delle politiche pubbliche, con avanzamenti temporanei e arretramenti che, sottolinea il Rapporto, rendono il nostro Paese ancora incapace di costruire, in modo esplicito, un futuro senza povertà e disuguaglianze. Il documento evidenzia che il governo Meloni, anziché riformare il Reddito di cittadinanza (Rdc) come proposto nel 2021 dal Comitato scientifico per la valutazione del Rdc, ha deciso di abolirlo a partire dal 1 gennaio 2024, sostituendolo con due nuove misure: l’Assegno di inclusione per il contrasto alla povertà e il Supporto per la formazione e il lavoro (quest’ultimo in vigore dal 1 settembre 2023). È stata così ribaltata l’impostazione precedente basata su uno strumento universale di lotta alla povertà, tornando alla logica “categoriale” che aveva caratterizzato le politiche di settore precedenti. Il nuovo sistema introduce nuove forme di iniquità fra i beneficiari delle due misure e lascia scoperte larghe fasce della popolazione in condizione di grave povertà. In particolare, il diritto a usufruire di una protezione continuativa dello Stato è riconosciuto solo alle famiglie che presentano alcune caratteristiche (presenza di minori, di over 60enni, di persone con disabilità e che rientrano nei requisiti di reddito e patrimoniali previsti), escludendo gran parte dei poveri assoluti, cioè single o coppie senza figli, con bassi livelli di istruzione, molti dei quali residenti nel Mezzogiorno. È stato così cancellato il diritto di ogni cittadino in difficoltà, che rispetti determinati requisiti reddituali, patrimoniali e di residenza, di accedere con continuità, fino a quando il bisogno persiste, a un sostegno economico che gli permetta di condurre una vita dignitosa. Il risultato del nuovo sistema, come dimostrato da recenti stime dei potenziali effetti redistributivi della riforma, può essere un aumento significativo dell’incidenza della povertà e della disuguaglianza nel nostro Paese.

Per quanto riguarda la povertà minorile, tra il 2021 e il 2022 sono stati elaborati e adottati il Quinto Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e il Piano di Attuazione Nazionale della “Garanzia infanzia” (Pangi), che prevedono misure specifiche di contrasto alla povertà minorile come assicurare che bambini, bambine e adolescenti in situazioni di vulnerabilità abbiano accesso a servizi di cura della prima infanzia, educazione e attività scolastiche, un pasto salutare al giorno in ogni giorno di scuola e assistenza sanitaria, con particolare attenzione anche alla dimensione di genere e a forme di svantaggio specifiche. Importante per la prevenzione e il contrasto della povertà minorile è stata anche l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale a decorrere da marzo 2022, una misura di sostegno alle famiglie con lo scopo di razionalizzare e semplificare le misure precedentemente previste per le famiglie con figli.

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