20 Aprile 2026

Secondo i risultati del sondaggio Ipsos nel Rapporto ASviS, l’offerta di un’istruzione di qualità, equa e inclusiva si colloca al decimo posto tra le priorità percepite dagli italiani sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile: soltanto il 15% degli intervistati la indica tra le più rilevanti. La valutazione attribuita all’attuale sistema scolastico supera di poco la sufficienza (6,3 su 10 nel 2023) e annovera tra le principali carenze programmi di studio obsoleti e troppo teorici (48%), scarsa motivazione dei docenti (45%), inadeguatezza delle strutture scolastiche (44%, con un picco del 52% nelle Isole), scarsa preparazione dei docenti (39%, tema particolarmente sentito dal ceto medio e popolare) e dotazioni tecnologiche inadeguate (38%).

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per analizzare l’andamento del Goal 4 sul territorio nazionale mostra un andamento positivo tra il 2010 e il 2019, grazie all’aumento della quota di laureati (+7,8 punti percentuali) e alla riduzione dell’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (-5,0 punti percentuali), anche se dopo l’adozione dell’Agenda 2030, cioè dal 2015 in poi, non sono state registrate variazioni significative. Si segnala un peggioramento nel 2020, legato alla pandemia, dovuto a una netta riduzione delle competenze in matematica e in italiano, mentre nel biennio 2021-2022 l’indice riprende a crescere, tornando al livello del 2019, grazie all’aumento della quota di popolazione che beneficia di formazione continua (dal 7,1% nel 2020 al 9,6% nel 2022) e della netta riduzione dell’uscita precoce dal sistema educativo (dal 14,2% nel 2020 all’11,5% nel 2022).

Le distanze tra le regioni italiane aumentano tra il 2010 e il 2018, risultano stabili tra il 2019 e il 2021 mentre nel 2022 si osserva una leggera riduzione, dovuta al miglioramento delle ultime cinque regioni. Secondo l’analisi dei target quantitativi, due sono raggiungibili: l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (Target 4.1) e i posti disponibili negli asili nido (Target 4.2). Mentre per quanto riguarda le competenze numeriche e alfabetiche degli studenti, l’analisi mostra un andamento discordante.

Questi risultati non sono comunque sufficienti a indicare un progresso positivo per l’Italia, specialmente rispetto al panorama europeo. Nel confronto con gli altri Paesi Ue l’Italia si colloca in sestultima posizione: gravano su questo risultato le criticità per quanto riguarda la quota di  diplomati (-16,4 punti percentuali) e quella dei laureati (-15,1 punti percentuali rispetto alla media europea), difatti l’obiettivo di raggiungere la quota del 50% dei laureati entro il 2030 (Target 4.3) non potrà essere raggiunto.

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