20 Aprile 2026
La recente Legge delega per la riforma fiscale (Legge 9 agosto 2023, n. 111), sottolinea il Rapporto, non risulta basata su una visione organica finalizzata a raggiungere chiari obiettivi di giustizia fiscale, e quindi sociale, nel medio termine e sulla scelta del modello di sistema impositivo più efficace per conseguirli. Le azioni descritte nella legge, infatti, non appaiono in grado di riequilibrare il peso relativo tra imposte dirette e indirette e a realizzare la necessaria redistribuzione dei carichi fiscali dai redditi da lavoro ad altre basi imponibili. Inoltre, il principio che guida la riforma del sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche è la graduale riduzione e revisione dell’Irpef “nella prospettiva della transizione del sistema verso l’aliquota impositiva unica”, la cosiddetta flat tax, un modello di riferimento che a regime indebolisce la progressività del sistema fiscale – già oggi insufficiente – e che potrebbe mettere a rischio il finanziamento degli attuali livelli di spesa pubblica per il sistema del welfare.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato nel 2021 ha individuato quali priorità trasversali la riduzione dei divari territoriali, di genere e intergenerazionali, con riforme e investimenti volti a incidere sulle disuguaglianze e sulla qualità dell’accesso ai servizi essenziali. Tra questi, la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, su cui il disegno di Legge di bilancio 2024 però non prevede alcun finanziamento, come sottolineato dall’ASviS in un’audizione del 10 novembre presso le Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato. Eppure, sono 3,8 milioni gli anziani con disabilità di natura fisica e/o mentale, destinati ad aumentare nei prossimi anni. Secondo il Rapporto ASviS, la riforma rappresenta un passo importante nella direzione di un sistema di welfare unitario e integrato che, oltre a migliorare la qualità della vita degli anziani, potrà anche promuovere un miglioramento della libertà sostanziale di milioni di donne, sulle quali grava primariamente l’impegno familiare di assistenza.
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