20 Aprile 2026

Rispetto alle infrastrutture energetiche, la complessa situazione geopolitica, generata dall’invasione dell’Ucraina, ha ridato un forte impulso all’utilizzo del gas da fonti alternative rispetto a quelle russe. Non bisogna però dimenticare che gli obiettivi europei per la transizione energetica puntano in un’altra direzione, ovvero verso un utilizzo intensivo di energia rinnovabile, in particolare fotovoltaica ed eolica, cresciute esponenzialmente negli ultimi anni.  

La fissione nucleare, indicata da alcuni come possibile alternativa di transizione, “non riuscirà a rispondere alle esigenze della transizione nei tempi previsti dall’Accordo di Parigi e dagli impegni assunti in sede Ue”, senza dimenticare che gli elementi pesanti (come uranio e torio) non sono disponibili in Italia. È importante invece investire nell’idrogeno verde, inserito tra i target di produzione del piano RePowerEu, ma bisognare dotare il nostro Paese delle infrastrutture adeguate, necessarie per abbattere i costi di produzione ancora alti.

Il Rapporto sottolinea che anche se l’Italia non ha sofferto, neanche dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, di problemi di accesso all’energia (come accade per il 10% della popolazione mondiale), il nostro Paese registra un significativo problema di povertà energetica, intesa come la condizione di chi non ha l’energia per riscaldarsi e mangiare o non se la può permettere.

L’incidenza del fenomeno, riguardante il 7,6% della popolazione nel 2015, ha toccato il 9% nel 2022 (con un massimo del 16,7% in Calabria), a seguito dell’aumento dei prezzi finali di elettricità e gas. Questo nonostante i bonus elettrico e gas, aumentati in poco meno di tre anni da 200 milioni a cinque miliardi di euro, e andati a beneficio di quasi un quinto delle famiglie italiane.

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