20 Aprile 2026
In termini di consumi finali di energie rinnovabili, benché l’obiettivo del 17% entro il 2020 sia stato raggiunto già nel 2014 (attualmente ci troviamo al 19,2%), la modesta crescita degli ultimi anni rende evidente che l’Italia difficilmente rispetterà il Target fissato per il 2030. Dal 2015, infatti, la crescita della quota è stata pari ad appena 1,4 punti percentuali, e proseguendo a questo ritmo arriveremo nel 2030 al 20,9%, percentuale corrispondente a meno della metà del target europeo (42,5%).
Centrale in questo discorso è il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), “strumento fondamentale per definire la politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione” e per raggiungere gli obiettivi concordati al 2030 dedicati a energia e clima. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha inviato il 19 luglio 2023 alla Commissione europea la proposta di aggiornamento del Pniec (rispetto alla versione del 2020). In vista della preparazione della bozza del Piano, l’ASviS ha prodotto un Policy Brief con una serie di raccomandazioni. Nel corso dell’estate è stata condotta un’ulteriore analisi del testo ufficiale, dalla quale emergono significative debolezze, che vanno corrette in vista della definizione del documento finale. Tra queste: la mancanza di programmi specifici e finanziamenti coerenti con gli obiettivi del Green Deal e del RePower Eu; la trattazione (molto superficiale) delle tematiche di “giusta transizione”; la stesura di obiettivi al ribasso sui consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili; l’individuazione, vaga e generica, della necessaria compatibilità tra i target energetici e climatici e quelli di tutela del paesaggio.
Per chiudere, l’Europa. L’Ue presenta un andamento positivo continuo tra il 2010 e il 2019, senza significative oscillazioni. Questo trend deriva dall’incremento della quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e dall’aumento dell’efficienza energetica. Nel 2020 l’indicatore aumenta grazie alla riduzione dei consumi energetici dovuti agli effetti della pandemia, mentre nel 2021 si osserva una sostanziale stabilità. L’Italia registra lievi miglioramenti tra il 2015 e il 2021, che le consentono di posizionarsi, anche se di poco, al di sopra della media europea.
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