20 Aprile 2026
Tra i problemi maggiori vi è anche il consumo di suolo, che continua a crescere al ritmo di 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali nel 2021. Il fenomeno è il risultato dell’assenza di una normativa efficace al riguardo e di una legge nazionale di principi sul governo del territorio, che manca ormai da decenni. Questo produce una frammentazione regionale e rilevanti ostacoli a un’efficace politica di contrasto del dissesto idrogeologico, destinato purtroppo a crescere con i cambiamenti climatici in corso. Positiva la ricostituzione da parte della Camera di una Commissione d’inchiesta sulle periferie per riesaminare la situazione e definire politiche, come proposto dal Position paper ASviS sul governo del territorio.
Invece, riguardo ai significativi fondi (10,6 miliardi di euro) per i programmi di rigenerazione urbana previsti nel Pnrr e nel Pnc, il Governo Meloni ha recentemente proposto alla Commissione Ue di definanziare ben 5,8 miliardi di euro di interventi del Ministero dell’Interno che dovrebbero essere coperti con altre risorse. Un aspetto ancor più negativo, poi, è l’assoluta mancanza di una cabina di regia unitaria tra i programmi in capo ai diversi ministeri. Sarebbe necessario assicurare la piena operatività del Comitato interministeriale per le politiche urbane, anche per elaborare l’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile, e approvare il Disegno di legge “Misure per la rigenerazione urbana”, atteso da tempo e indispensabile per varare un serio e pluriennale programma di investimenti in materia. La mobilità nelle città continua a essere fortemente squilibrata verso il mezzo privato, come dimostra l’indagine dell’Eurobarometro su 80 città europee. Nel 2019, solo il 18% della popolazione italiana indicava la modalità collettiva come prima opzione, la quota più bassa tra i principali Paesi Ue, mentre l’incidenza del mezzo privato (57%) era di cinque punti superiore a quella della media europea. L’Istat segnala anche un’elevata insoddisfazione nell’utilizzo dei mezzi pubblici: nel 2022, infatti, il 30,7% delle famiglie italiane dichiarava di avere difficoltà di collegamento con mezzi pubblici nella zona in cui risiede, con quote relativamente più alte nelle regioni del Mezzogiorno (39,2% in media; 52,7% in Campania). Questa situazione ha effetti rilevanti sulle emissioni dei gas climalteranti nel settore dei trasporti, di cui il 92,3% nel 2021 era determinato dal trasporto su strada.
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