20 Aprile 2026
Per quel che riguarda la disponibilità di posti nei servizi socio-educativi, con la riprogrammazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) l’investimento nei nidi è stato ridotto da 4,6 a 3,2 miliardi, passando da un obiettivo di 246mila nuovi posti nido a uno di 150mila. Nonostante il “Nuovo Piano per gli asili nido” lanciato dal Ministero dell’Istruzione e del merito ad aprile 2024, il valore obiettivo del 33% nel 2030 per gli asili nido in termini di copertura del fabbisogno non solo non rispetta un impegno condiviso a livello europeo, ma non pare nemmeno adeguato a poter stimolare l’occupazione femminile e affrontare la denatalità. Si consideri, poi, che il Piano strutturale di bilancio di medio termine ridimensiona questo obiettivo a un 15% di copertura su base regionale, rendendo ancora più incerto il raggiungimento del livello nazionale e penalizzando le bambine e i bambini del Mezzogiorno e delle aree interne (si veda in merito l’analisi della rete Educazioni).
Il Piano strutturale e di bilancio di medio termine, secondo il Rapporto ASviS, non evidenzia nemmeno le forti criticità del sistema educativo e non offre risposte adeguate, dimostrando una carenza d’attenzione al tema, non riducibile alla sola formazione di lavoratori, disattendendo così l’impegno per conseguire gli Obiettivi del Goal 4, ripresi anche nelle dichiarazioni dei ministri dell’educazione del G7 e nel Patto sul futuro.
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