20 Aprile 2026

In Italia il divario di genere è ancora marcato, con il Paese che si colloca all’87esimo posto su 146 nell’ultimo Global gender gap report. Sebbene tra il 2010 e il 2023, osserva il Rapporto ASviS, il Goal 5 abbia registrato miglioramenti consistenti, alcuni aspetti restano critici. Tra i risultati positivi c’è l’aumento delle donne con un titolo terziario in discipline Stem (+3,6 punti percentuali tra il 2012 e il 2021) e la crescita delle elette nei consigli regionali (+10,2 punti). Tuttavia, persistono ampie disparità territoriali, con le regioni del Sud che si posizionano più in basso rispetto a quelle del Centro-Nord.

Per quanto concerne i tre obiettivi quantitativi analizzati, il Rapporto mostra che, in base ai trend attuali, due di questi non saranno raggiunti. Si tratta dell’obiettivo al 2026 di ridurre a meno di 10 punti percentuali il divario occupazionale tra donne con figli piccoli e donne senza figli, e quello di dimezzare entro il 2030 il divario occupazionale di genere rispetto al 2019. Anche il Target 5.5, che prevede almeno il 40% di donne nei consigli regionali entro il 2026, è in bilico: nel 2023 la quota era ancora inferiore al 25%, insufficiente per il raggiungimento dell’obiettivo.

Riguardo all’istruzione, l’abbandono precoce riguarda più i ragazzi (13,1%) rispetto alle ragazze (7,6%). Inoltre, tra i giovani di 25-34 anni, il 30,6% ha completato l’istruzione terziaria, con un divario di genere che vede le donne in vantaggio (37,1% rispetto al 24,4% degli uomini).

Condividi questo articolo!

Go to Top