20 Aprile 2026
Dal 2010 al 2022 l’Italia registra un andamento negativo per quanto riguarda la gestione sostenibile delle proprie acque. La causa principale è la dispersione idrica, aumentata dal 2012 a 2022 di cinque punti percentuali. In media, più del 42% dell’acqua che immettiamo nelle tubature italiane non arriva nelle nostre case. Si tratta di uno spreco enorme, ancor più grave in un periodo in cui la crisi climatica limita sempre più le risorse a disposizione, caratterizzato da differenze tra Nord e Mezzogiorno. Appare dunque chiaro che, senza cambiamenti significativi nelle politiche, non riusciremo a raggiungere il Target 6.4 dell’Agenda 2030, il quale prevede di portare la dispersione idrica al 35,2% entro il 2026.
Per quanto riguarda le famiglie che non si fidano di bere l’acqua dal rubinetto, la quota risulta pressoché stabile: nel 2015 era al 30%, nel 2022 scende di poco, al 29,4%.
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