20 Aprile 2026

Secondo l’ASviS, l’Italia non ha compiuto progressi confortanti nel raggiungimento del Goal 13. Se a partire dal 2010 le emissioni sono diminuite, sia sul breve che sul lungo periodo questa diminuzione non è sufficiente a raggiungere l’obiettivo (ridurre le emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti entro il 2030 del 55%, rispetto al 1990) entro fine decade. In aggiunta, dopo la flessione del 2020 (collegata alla pandemia), le emissioni degli ultimi due anni sono tornate ai livelli del 2018, dimostrando una generale assenza di progressi.

Il cambiamento climatico, è importante ricordarlo, produce effetti devastanti sulle attività umane. Si stima ad esempio che la superficie dell’Italia affetta da siccità sia aumentata a velocità crescente a partire dal 2000, con riduzioni della disponibilità di acqua potabile, peggioramenti delle condizioni igieniche, effetti negativi sulla produttività dell’agricoltura e maggiori rischi di incendi. Per non parlare della salute. Oltre alle già citate morti per il caldo estremo, il surriscaldamento globale influenza anche la qualità dell’aria, provoca cambiamenti nella distribuzione spaziale di flora e fauna, riduce la biodiversità.

Condividi questo articolo!

Go to Top