20 Aprile 2026
Tra il 2010 e il 2020 non è cambiato molto in Europa, la gestione delle acque continua a essere lontana dalla sostenibilità. In particolare, nell’Ue è aumentata leggermente la quota di persone la cui abitazione è collegata ad almeno un trattamento secondario delle acque reflue (+4,6 punti percentuali) e diminuita quella di persone senza servizi igienico-sanitari nella propria casa (-1,4 punti percentuali), cifra che però resta ancora significativa e pari, nel 2020, all’1,5%, corrispondente a 6,7 milioni di persone.
Nel corso del tempo, le differenze tra i Paesi si sono andate via via riducendo, soprattutto grazie al miglioramento di quelli che presentavano situazioni più critiche, mentre quelli che registravano valori al di sopra della media europea mostrano una sostanziale stabilità. Particolarmente positive sono state le performance di Romania e Cipro, anche se i due Paesi e Malta si discostano ancora dal dato medio europeo. L’Italia presenta invece una sostanziale stabilità che la vede al di sotto della media europea in termini di performance sul Goal 6 dell’Agenda 2030 (sestultima su 27 Paesi).
A livello europeo si segnala, infine, che negli Orientamenti politici per il 2024-2029 della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è stata annunciata l’adozione di una Strategia europea per la resilienza idrica.
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