20 Aprile 2026
Con riferimento all’Obiettivo 16 si evidenzia una serie di novità di segno contrastante. Preoccupa, per esempio, la progressiva riduzione della dimensione del Servizio civile universale (Scu), con un -26,8% delle posizioni messe a bando e il ritardo cronico della stabilizzazione delle risorse umane, comprese quelle destinate ai progetti umanitari di cittadinanza globale (quali ad esempio i “Corpi civili Pace”), una scelta che appare in contrasto con l’obiettivo del pieno coinvolgimento della popolazione giovanile alla vita sociale e civile del Paese.
Rispetto ai diritti civili, si è registrata per la prima volta, in occasione delle elezioni europee del 2024, la concessione del voto a distanza ai “fuori sede”, ovvero i giovani studenti domiciliati in un comune di una regione diversa da quella del comune di iscrizione elettorale. L’iniziativa, di per sé positiva, ha però riguardato un numero piuttosto limitato di persone (circa 24mila). Per potenziare il coinvolgimento e la capacità di partecipazione democratica ed elettorale giovanile, ma non solo, va ora approvata una normativa organica, anche in vista delle prossime elezioni amministrative.
Inoltre, è da tenere in considerazione la proposta del Governo di introdurre la Valutazione di impatto generazionale (Vig) per l’analisi ex ante dei progetti di legge governativi, guardando agli effetti sociali e ambientali sulle giovani generazioni dei provvedimenti, in linea con il principio di equità intergenerazionale ora sancito in Costituzione e le proposte dell’ASviS.
Nell’ambito della governance dell’intelligenza artificiale, per la quale l’ASviS ha proposto una cabina di regia finalizzata anche a stimolare un rapido recepimento dell’AI act europeo, si segnala l’istituzione di un Comitato di esperti presso l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) della presidenza del Consiglio dei ministri. Inoltre, il 23 aprile 2024 il Governo ha approvato un ddl per l’introduzione di disposizioni e la delega al Governo in materia di intelligenza artificiale.
Infine, desta preoccupazione il “ddl sicurezza” approvato dalla Camera dei Deputati il 19 settembre 2024 e ora all’attenzione del Senato, che introduce, tra l’altro, il reato di “rivolta all’interno di un istituto penitenziario”, criminalizzando e sanzionando severamente gli “atti di resistenza” passiva che ostacolino il mantenimento dell’ordine nel carcere o l’attuazione di atti d’ufficio. Su questo e su altri aspetti del ddl che vanno a ridurre le libertà individuali è necessaria un’attenta analisi per bilanciare le diverse esigenze, in linea con quanto prevede la Costituzione, e non rischiare di radicalizzare lo scontro politico e sociale.
Il Rapporto ASviS segnala, infine, che il Piano strutturale di bilancio di medio termine non considera in maniera adeguata le raccomandazioni sullo stato di diritto formulate dalla Commissione europea, pur insistendo sulla riforma e l’efficientamento della giustizia. A tale riguardo, si evidenzia l’assenza di un impegno a costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani, più volte raccomandata dalle istituzioni internazionali, soprattutto dal momento che il sovraffollamento delle carceri rende il Paese passibile di sanzioni per negligenza umanitaria.
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