20 Aprile 2026
Sul fronte della giustizia, la situazione resta critica: un detenuto su tre nel mondo è in attesa di giudizio, senza una condanna definitiva. E la difesa dei diritti umani continua a essere in discussione: nel 2024 si sono registrate 502 uccisioni e 123 sparizioni di attivisti e sindacalisti in 37 Paesi. Anche la partecipazione politica mostra segnali di debolezza. La fiducia nei governi resta fragile e molte cittadine e cittadini si sentono esclusi dai processi decisionali. Su 83 Paesi analizzati, solo il 44% delle persone ritiene che il proprio sistema politico sia reattivo e che la propria voce conti davvero. Le donne, in particolare, percepiscono una minore influenza politica rispetto agli uomini. In questo quadro complesso emergono due sviluppi incoraggianti. Continua a salire il numero di Paesi che si sono dotati di leggi sull’accesso alle informazioni: a fine 2024 erano 140, rispetto ai soli 14 del 1990, anche se l’applicazione rimane disomogenea. Inoltre, salgono a 89 gli Stati con istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani pienamente conformi ai Principi di Parigi, contro i 70 di dieci anni fa.
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