20 Aprile 2026
Nel 2024 l’indice composito del Goal 16 risulta sostanzialmente stabile, ma se si guarda al periodo 2010-2024, l’indicatore registra un peggioramento complessivo, dovuto soprattutto al forte aumento delle frodi informatiche, passate da 1,6 a 5,1 casi ogni mille abitanti nel 2023, e al calo della partecipazione sociale, diminuita di 5,7 punti percentuali tra il 2012 e il 2023. Le disuguaglianze territoriali si sono ridotte fino al 2021, grazie al miglioramento dei territori più in ritardo, per poi aumentare leggermente fino al 2024. Nel confronto 2010-2024, 18 territori peggiorano, uno risulta stabile e solo due migliorano.
Un aspetto positivo riguarda il sovraffollamento delle carceri, diminuito di 30,4 punti percentuali nel lungo periodo, pur restando alto: nel 2024 si contano 120 detenuti ogni 100 posti disponibili. L’obiettivo di azzerare il sovraffollamento entro il 2030 (Target 16.3) resta quindi incerto: la tendenza recente, in risalita dal 2021, va nella direzione opposta a quella necessaria per raggiungerlo.
Anche per la durata dei procedimenti civili i progressi non bastano: il Target 16.7 prevede una riduzione del 40% rispetto al 2019, con un valore obiettivo di 253 giorni, ma nel 2024 la media resta di 447 giorni, ancora molto lontana dal traguardo.
Sul fronte della partecipazione civica e politica, i segnali non sono incoraggianti. Tra il 2003 e il 2024 la quota di persone che si informano o discutono regolarmente di politica è scesa al 48,2% (-8,9 punti percentuali rispetto al 2003), con un calo più accentuato tra i giovani e le giovani. Le motivazioni più citate per la mancata partecipazione sono il disinteresse (63%) e la sfiducia (22,8%), più che la mancanza di tempo o la complessità dei temi.
La fiducia nelle istituzioni rimane fragile: resta elevata, seppur in lieve calo, quella nella presidenza della Repubblica, mentre continua a essere molto bassa nei partiti politici.
Le ragazze e i ragazzi italiani non sono però apatici o disinteressati alla politica, come ripete una certa narrazione. Secondo il Rapporto Giovani 2025 dell’Istituto Toniolo, tre giovani su quattro considerano la politica fondamentale per la vita democratica e personale, e quasi l’80% sarebbe disposto a impegnarsi in prima persona se ci fossero maggiori opportunità di partecipazione reale.
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