20 Aprile 2026
Sul piano legislativo, il 2024-2025 è stato segnato da provvedimenti che hanno sollevato ampie preoccupazioni in materia di diritti umani e garanzie costituzionali. Il Rapporto ASviS rileva che il cosiddetto “Decreto Sicurezza” ha introdotto misure più repressive verso migranti, detenuti e manifestanti, incluso il nuovo illecito di “blocco stradale”, che incide in particolare sulle libertà dei più giovani e delle persone vulnerabili. La Corte di Cassazione ha segnalato il rischio di violazioni dei principi costituzionali, soprattutto per quanto riguarda la tutela della maternità, nel caso della custodia in carcere delle detenute con figli, e i diritti umani, in particolare quello di protesta pacifica. Anche il nuovo reato di “rivolta penitenziaria” potrebbe aggravare il sovraffollamento carcerario, già critico, e contribuire all’aumento di incidenti e suicidi tra i detenuti. Al 30 giugno 2025 le carceri italiane ospitavano 62.728 persone, con un tasso di affollamento del 122,2% e punte superiori al 150% in oltre un terzo degli istituti. Intanto, il Decreto Caivano ha portato a un aumento del 50% della popolazione nei penitenziari minorili in meno di tre anni. Significativo il Ddl n. 1433, approvato al Senato lo scorso luglio, che introduce il reato di femminicidio e misure più severe contro la violenza sulle donne, mentre la Legge n. 47/2025 limita a 45 giorni la durata delle intercettazioni, riducendo uno strumento cruciale nel contrasto a criminalità organizzata e corruzione.
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