20 Aprile 2026

Secondo l’Osservatorio Inps, tra gennaio 2024 e giugno 2025, l’Assegno di inclusione, che ha sostituito il Reddito di cittadinanza, ha coinvolto 868mila nuclei familiari, per un totale di 2,1 milioni di cittadini e cittadine, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente e un importo medio mensile di 669 euro. La misura è stata utilizzata soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole, dove vive il 73% dele persone coinvolte. La Legge di bilancio 2025 ha introdotto soglie Isee e reddituali più alte per facilitare l’accesso all’Assegno di inclusione e ha previsto un coefficiente aggiuntivo automatico per i nuclei con carichi di cura. Pur rendendo i criteri di accesso più inclusivi, le modifiche all’istituto appaiono marginali e non intaccano il carattere categoriale della misura, sottolinea il Rapporto ASviS.

Il Supporto per la formazione e il lavoro, l’iniziativa di accompagnamento al lavoro e qualificazione professionale avviata a settembre 2023, ha invece coinvolto 182mila persone, il 79% delle quali è residente nel Mezzogiorno e nelle isole. Dal 1° gennaio 2025 sono state riviste le soglie Isee, l’importo mensile è salito da 350 a 500 euro ed è stata prevista la possibilità di prolungare la misura fino a 12 mesi per chi è impegnato in corsi di formazione. Tuttavia, le risorse stanziate restano limitate e, senza una riforma delle politiche attive, investimenti pubblici e un potenziamento della formazione, le opportunità di inserimento lavorativo stabile per i destinatari rimangono incerte.

In ambito normativo, è stato adottato il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali per il triennio 2024-2026. Nel complesso, il Piano prevede un intervento pari a circa tre miliardi di euro in tre anni: 1,19 miliardi vengono destinati al Fondo nazionale per le politiche sociali e 1,81 miliardi al Fondo povertà. Le risorse saranno impiegate per rafforzare i servizi sociali su tutto il territorio e per sostenere le misure di contrasto alla povertà, come l’Assegno di inclusione. Tra gli obiettivi principali ci sono il consolidamento dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), che devono essere garantiti in modo uniforme in tutto il Paese, e il potenziamento dell’integrazione tra dimensione sociale, sanitaria e lavorativa.

Il Piano individua, inoltre, tre macro-aree rivolte espressamente ai/alle bambini/e e agli/alle adolescenti: interventi di sostegno al contesto familiare; interventi di sostegno ai contesti quotidiani di bambini/e e ragazzi/e; un sistema d’intervento per i/le minorenni fuori dalla famiglia d’origine. In particolare, il Piano ha l’obiettivo di sviluppare misure alternative alle strutture residenziali tradizionali, favorendo l’affido familiare.

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