20 Aprile 2026
“A livello mondiale”, si legge nel Rapporto ASviS, “i progressi nella salute globale stanno rallentando dopo decenni di continui miglioramenti”. Le buone notizie riportate nel documento dell’Alleanza sono in effetti troppo esigue per poter tirare un sospiro di sollievo.
Dopo la pandemia, l’aspettativa di vita media (che si era ridotta di 1,8 anni) ha ripreso il suo trend di crescita, superando nel 2024 i valori del periodo pre-pandemico in entrambi i generi, attestandosi a 81,4 anni negli uomini (era di 81,1 anni nel 2019) e a 85,5 anni nelle donne (85,4 nel 2019). Per quanto riguarda la mortalità per tumori prosegue la diminuzione in corso da diversi anni, mentre si mantiene stabile la mortalità per incidenti stradali tra i giovani e le giovani di 15-34 anni e riprende a crescere quella per demenze e malattie del sistema nervoso delle persone di 65 anni e più.
Tra le malattie infettive, la malaria è in crescita (263 milioni di casi nel 2023, contro i 226 milioni del 2015), mentre le malattie non trasmissibili sono ancora responsabili di 18 milioni di morti premature in età inferiore ai 70 anni. I fattori di rischio rappresentati dal consumo di tabacco, inquinamento dell’aria e diete povere, secondo il Rapporto ASviS, “non sono adeguatamente affrontati”. Per questi motivi nessun Paese nel mondo risulta essere sulla traiettoria per ridurre di un terzo le morti premature da malattie non trasmissibili al 2030 stabilita dal Goal 3 “Salute e benessere” dell’Agenda 2030.
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