20 Aprile 2026
A livello europeo l’andamento dell’indice composito relativo all’istruzione è sostanzialmente stabile tra il 2010 e il 2024, con un lieve miglioramento nel 2023 dovuto alla crescita della partecipazione alla scuola della prima infanzia (+1,3 punti percentuali tra il 2022 e il 2023). Le differenze tra Paesi rimangono stabili, l’Italia migliora, rimanendo comunque al di sotto della media europea. Per quel che riguarda l’obiettivo di ridurre al di sotto del 9% l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione, dal 2010 al 2024 sia l’Italia sia l’Unione europea mostrano una forte riduzione. Rispetto all’obiettivo di raggiungere entro il 2030 la quota del 45% dei/delle laureati/e, l’andamento registrato dall’Ue risulta adeguato a raggiungere il traguardo, mentre il nostro Paese mostra un comportamento contraddittorio nel tempo. Male per l’impegno a ridurre al di sotto del 15% gli studenti e le studentesse che non raggiungono il livello sufficiente di competenza alfabetica: gli andamenti registrati sia dall’Italia sia dall’Ue, se confermati, non permetteranno il raggiungimento dell’obiettivo. Lo stesso vale per il livello di competenza matematica, su cui peraltro l’Ue mostra una tendenza opposta a quella desiderata.
Dal punto di vista della condizione dei minori, a livello europeo nel 2024 oltre un minore su dieci (13,6%) viveva in condizioni di deprivazione materiale e sociale specifica. La situazione è particolarmente grave in Grecia (33,6%), Romania (31,8%) e Bulgaria (30,4%), mentre è molto contenuta in Croazia (2,7%), Slovenia (3,8%) e Svezia (5,6%).
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