20 Aprile 2026

Tra i provvedimenti più significativi si segnala il disegno di legge n. 1192 sulla semplificazione normativa, che introduce elementi positivi come l’obbligo di includere l’impatto di genere nelle analisi ex-ante ed ex-post della regolamentazione (Air e Vir), la produzione e diffusione di dati statistici disaggregati per sesso e l’inserimento, nelle relazioni biennali della consigliera/consigliere nazionale di parità, di un focus sugli effetti degli investimenti pubblici sull’occupazione femminile.

Di segno opposto il giudizio sull’AC 2278, che affronta il tema dell’identità di genere nelle scuole e introduce un meccanismo di consenso familiare sulle attività didattiche relative ad affettività e sessualità. Il provvedimento è valutato come regressivo in termini di diritti e inclusione, anche alla luce della rimozione della disforia di genere dalle patologie riconosciute dall’Oms già nel 2018.

Sul fronte del lavoro e dei tempi di vita, l’AC 2228, volto ad aumentare l’indennità di maternità e a introdurre un congedo realmente paritario per i padri, è considerato un possibile progresso pur con alcune criticità: occorrerà migliorare la coerenza normativa e chiarire la definizione delle figure genitoriali, ma, se opportunamente rivisto, il testo potrebbe rappresentare un passo importante verso la corresponsabilità genitoriale e la riduzione del divario occupazionale di genere.

In tema di sicurezza e diritti, l’AC 2357 inserisce il divieto di copertura del volto per le donne in un più ampio pacchetto sulla sicurezza pubblica: secondo il Rapporto si tratta di un intervento simbolico e insufficiente, che andrebbe accompagnato da misure concrete per proteggere ed emancipare le donne, rafforzando servizi come i consultori. Al contrario, il DDL AC 2450 sulla riduzione dell’Iva sui prodotti per l’igiene femminile — già ridotta al 5% nel 2023 ma non stabilizzata — viene visto come un provvedimento di valore culturale importante, in linea con la richiesta di equipararli ai beni essenziali, analogamente ai rasoi maschili tassati al 4%.

Il DDL n. 1433, che introduce il reato di femminicidio, è stato approvato all’unanimità dal Senato ed è all’esame della Camera. La norma viene letta come un possibile impulso al rafforzamento delle politiche di formazione e trasformazione culturale.

Infine, entro il 2026 sarà cruciale l’attuazione del Piano per l’ampliamento dei servizi educativi per l’infanzia previsto dal Pnrr, misura decisiva per sostenere la partecipazione delle madri al mercato del lavoro.

Condividi questo articolo!

Go to Top