20 Aprile 2026

In ambito normativo, la Legge di bilancio 2025 ha stanziato quasi 18 miliardi di euro l’anno per il triennio 2025-2027 per rendere permanenti alcune misure, come la rimodulazione dell’Irpef e l’esonero contributivo parziale per i lavoratori dipendenti. Secondo la “Relazione sugli indicatori di Benessere equo e sostenibile 2025” del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef), queste azioni dovrebbero determinare un aumento medio dell’1,5% del reddito disponibile delle famiglie (circa 700 euro all’anno) e una lieve riduzione della disuguaglianza.

Tuttavia, i passi avanti sul piano della progressività fiscale restano limitati. La progressività dell’Irpef esenta alcuni redditi soggetti a regimi agevolati, come la cedolare secca o il regime forfettario per le partite Iva. Questo ha comportato un conseguente aumento dell’iniquità orizzontale, con aliquote diverse tra contribuenti a parità di reddito, rendendo il sistema fiscale più frammentato e opaco.

Destano preoccupazione anche la scelta di non potenziare le attività di controllo dell’Agenzia delle entrate e il ricorso a strumenti di condono fiscale che permettono ai contribuenti meno fedeli di regolarizzare irregolarità passate con sanzioni ridotte: un segnale che rischia di minare la fiducia e il senso di equità del sistema.

Positiva, invece, l’introduzione dell’obbligo di Valutazione di impatto generazionale (Vig) delle nuove leggi che dovranno ora essere valutate non solo rispetto alla sostenibilità finanziaria, ma anche guardando agli effetti sociali e ambientali che produrrà nel medio-lungo periodo, assicurando il rispetto dell’equità tra generazioni, comprese quelle esistenti.

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