20 Aprile 2026
Persistono forti disuguaglianze territoriali che richiedono un deciso intervento politico. Sebbene negli ultimi anni il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i fondi di coesione abbiano sostenuto le regioni meridionali e la crescita economica dell’intero Paese in generale, la capacità dei Comuni di finanziare spesa corrente e gestione di nuove infrastrutture limita gli investimenti di capitale, in particolare al Sud. Inoltre, l’utilizzo dei fondi di coesione 2021-2027 procede con lentezza: al 30 aprile 2025 risulta impiegato solo il 20% delle risorse disponibili. La riduzione del personale comunale, inoltre, ha indebolito la capacità amministrativa e progettuale delle città: tra il 2011 e il 2021 i Comuni hanno perso 120mila lavoratori, un quarto del totale.
Oltre agli aspetti finanziarti e alla capacità amministrativa, il Rapporto sottolinea anche la carenza nel quadro normativo. Manca una legge quadro sul governo del territorio in grado di tracciare efficaci linee guida per le politiche nazionali e di riordinare le varie attività assunte in autonomia dalle diverse Regioni. La programmazione per l’attuazione dell’Agenda urbana nazionale è in ritardo e il Comitato interministeriale per le politiche urbane non è stato riattivato. La proposta di legge sulla rigenerazione urbana non è ancora stata approvata e non sono state introdotte normative per il contenimento del consumo di suolo. Per la gestione delle periferie emergono criticità strutturali (marginalità sociale, degrado edilizio, criminalità organizzata) che non possono essere affrontate con misure emergenziali come il cosiddetto Decreto Caivano.
Sulla questione abitativa, l’Italia mostra dati peggiori rispetto alla media dell’Ue per disagio abitativo grave e deprivazione abitativa. La quota di alloggi di edilizia residenziale pubblica, inoltre, è scesa al 2,4% del 2022 rispetto al 4,2% del 2010. L’annunciato futuro piano per l’edilizia residenziale intende far fronte al disagio abitativo e sostenere l’edilizia pubblica e sociale, anche sfruttando gli edifici inutilizzati e risanando quelli in stato di degrado, ma i contenuti di tale piano non sono stati divulgati.
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