20 Aprile 2026
Come indicato dallo Speciale Eurobarometro 565 pubblicato a luglio di quest’anno, l’86% delle italiane e degli italiani considera il cambiamento climatico un problema “molto serio” (rispetto alla media Ue dell’84%). Il nostro Paese si colloca tra gli Stati con i livelli di preoccupazione più elevati: il 48% della popolazione si sente esposto a rischi come incendi, alluvioni e ondate di calore, rispetto a una media europea del 38%. Ma il governo sembra abbastanza sordo a questo genere di allarmi.
Il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) approvato a giugno 2024 “non appare all’altezza della sfida”, secondo l’ASviS. Il Piano non ha raccolto le proposte avanzate dall’Alleanza e, come segnalato anche dalla Commissione europea nelle Raccomandazioni di giugno 2025, il nostro Paese è in grave ritardo rispetto alla transizione energetica, necessaria a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Il Pniec, ad esempio, prevede di ridurre le emissioni totali di gas serra, rispetto al 1990, del 49% al 2030 (invece del 55%) e del 60% al 2040 (invece del 90%). La distanza diventa ancora più evidente se guardiamo ai risultati realizzati nel 2023: l’Italia ha ridotto finora le emissioni del 26% rispetto al 1990, mentre la media europea è stata del 37%.
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