20 Aprile 2026
Nonostante gli sforzi di conservazione, solo l’8,4% degli oceani è oggi classificato come area marina protetta, una percentuale ancora lontana dall’obiettivo del 30% entro il 2030 fissato dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (Kmgbf). Nel 2021, il 64,5% degli stock ittici marini è stato pescato a livelli biologicamente sostenibili, mentre il restante 35,5% risulta sovrasfruttato. Si tratta di un lieve miglioramento rispetto alle stime precedenti, che indicavano un 62,3% di stock pescati in modo sostenibile.
Considerando il volume delle catture, emerge che il 77,2% degli sbarchi globali proviene da stock gestiti in modo sostenibile, segno che le attività di pesca a più alto rendimento tendono a essere amministrate con maggiore efficacia. Tuttavia, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata continua a rappresentare circa il 15% delle catture mondiali, colpendo in modo sproporzionato i pescatori artigianali, riducendo la disponibilità di cibo e aggravando le condizioni di povertà nelle comunità costiere.
Gli effetti della crisi climatica sugli ecosistemi marini destano crescente preoccupazione. Il riscaldamento e l’acidificazione delle acque compromettono la sopravvivenza delle barriere coralline, che ospitano un quarto della vita marina e da cui dipende il sostentamento di circa un miliardo di persone. In appena nove anni, dal 2009 al 2018, il 14% delle barriere coralline mondiali è andato perduto. Le proiezioni indicano che, anche limitando l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5°C, tra il 70% e il 90% delle barriere coralline scomparirà, fino a una perdita totale con un riscaldamento superiore ai 2°C.
Con gli ecosistemi oceanici sempre più minacciati dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla perdita di habitat, diventa cruciale una gestione integrata e sostenibile dei mari. Sempre più Paesi stanno adottando approcci basati sugli ecosistemi, come la pianificazione dello spazio marittimo e la gestione integrata delle zone costiere. Nel 2023, 126 Paesi e territori erano impegnati in iniziative di pianificazione marittima, con un incremento del 20% rispetto al 2022, ma solo 45 Stati hanno approvato formalmente piani nazionali.
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