20 Aprile 2026
Un segnale incoraggiante è arrivato il 13 giugno 2025, con l’approvazione da parte di 170 Paesi su 193 della Dichiarazione “Il nostro oceano, il nostro futuro: uniti per un’azione urgente”, adottata in chiusura del vertice Onu sugli Oceani (Unoc) di Nizza. Il documento è stato accolto come una prova della rinnovata capacità del sistema multilaterale di far convergere gli Stati nella tutela dei beni comuni globali.
La Dichiarazione riafferma l’impegno a rispettare gli obiettivi già previsti dal Patto sul Futuro, in linea con l’Accordo di Parigi sul clima, il quadro di Kunming-Montreal sulla biodiversità e l’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica marina nelle aree al di fuori delle giurisdizioni nazionali. Quest’ultimo è stato finora ratificato da 74 Paesi sui 145 che avevano assunto l’impegno, consentendone l’entrata in vigore, ma non ancora dall’Italia.
Sul piano normativo, non si registrano novità di rilievo. Il Rapporto ASviS richiama tuttavia l’attenzione sull’entrata in vigore del Regolamento europeo sul ripristino della natura, che si inserisce negli impegni assunti dall’Italia anche nell’ambito del Kunming-Montreal global biodiversity framework. Si tratta di una misura cruciale non solo per la tutela degli ecosistemi, ma anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione delle emissioni attraverso lo stoccaggio del carbonio, la resilienza del ciclo dell’acqua, la produttività agricola e lo sviluppo della bioeconomia. A tal proposito, va notato che la Legge delega approvata non prevede l’allocazione di alcuna risorsa finanziaria al ripristino della natura.
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