20 Aprile 2026
Sul piano normativo non si registrano novità di rilievo, ma il Rapporto ASviS richiama l’attenzione su un passaggio cruciale: l’entrata in vigore del Regolamento europeo sul ripristino della natura, che si inserisce negli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (Kmgbf). L’attuazione della Nature restoration law richiederà un’analisi approfondita delle strategie, dei piani e dei programmi che, dal livello nazionale a quello locale, potranno concorrere al raggiungimento dei suoi obiettivi.
A destare particolare preoccupazione è anche la sorte del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc). Dopo un lungo iter, il Piano è stato approvato alla fine del 2023, ma è rimasto inattuato. Il Pnacc, privo di finanziamenti e di una chiara definizione delle priorità, avrebbe comunque potuto rappresentare un punto di partenza per costruire nel tempo un percorso di adattamento solido e coerente. La sua inattività, sottolinea il Rapporto, rappresenta oggi una delle maggiori criticità nella risposta italiana alla crisi climatica.
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