20 Aprile 2026
A livello europeo, l’indice relativo al Goal 15 dell’Agenda 2030 registra un peggioramento, seppur contenuto, nel periodo analizzato. La riduzione è attribuibile soprattutto all’aumento del consumo di suolo, mentre tra il 2011 e il 2022 si rileva un lieve progresso, pari a +1,8 punti percentuali, nella quota di aree terrestri protette.
A partire dal 2016 le disuguaglianze tra i Paesi membri dell’Ue si sono ampliate, per poi stabilizzarsi nel 2018 su livelli più elevati. Un dato rilevante distingue questo Goal dagli altri: tutti i 27 Stati membri mostrano un peggioramento complessivo. Le riduzioni più marcate si registrano in Lussemburgo, Malta, Polonia e Cipro, con quest’ultimo che segna un calo superiore ai 15 punti.
Anche l’Italia mostra un risultato negativo, con un valore inferiore di poco più di un punto rispetto al 2010, e si conferma molto al di sotto della media europea. Sia l’Italia sia l’Unione europea mostrano andamenti sostanzialmente stabili sulle aree protette: in dieci anni la quota è cresciuta appena di 1,8 punti percentuali, attestandosi nel 2022 al 26,1% nell’Ue e al 21,7% in Italia. Valori troppo bassi e una crescita troppo lenta per garantire il raggiungimento dell’obiettivo del 30% entro il 2030.
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