20 Aprile 2026

Dazi, tensioni geopolitiche, incertezza sul futuro stanno pesando sulla crescita del Pil, con evidenti conseguenze sul mercato del lavoro. Le proiezioni di crescita economica, avverte il Rapporto ASviS 2025 nella sezione dedicata al Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica”, sono state riviste al ribasso. E questo è un problema per i Paesi sviluppati, ma soprattutto per quelli in via di sviluppo.

Secondo il Fondo monetario internazionale, la stima di crescita globale del Pil è del 3,0% nel 2025 e 3,1% nel 2026. In questo contesto, il progresso dei Paesi meno sviluppati (come gli Stati dell’Africa subsahariana, la cui crescita è stimata al 4% nel 2025 e al 4,3% nel 2026) resta ben al di sotto del valore di “almeno il 7%” indicata dal Target 8.1 dell’Agenda 2030.

Molto positiva è invece la riduzione del tasso di disoccupazione, che nel 2024 è arrivata al 5%, anche se il 58% dei lavoratori e delle lavoratrici ha un’occupazione informale. Bassi livelli di produttività e rispetto dei diritti (e delle libertà sindacali) rendono però difficile raggiungere i livelli dignitosi richiesti dall’Agenda 2030.

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