20 Aprile 2026

L’indice composito registra una crescita costante per tutto il periodo analizzato, ad eccezione del 2020 in cui, a causa della pandemia, subisce una flessione subito recuperata. A questo miglioramento contribuiscono principalmente l’espansione della copertura della rete Internet ad alta velocità e l’aumento del numero delle persone occupate in attività di Ricerca e sviluppo. Su tre obiettivi quantitativi analizzati, l’Unione europea potrebbe avvicinarsi solo a uno: l’accesso alla rete Gigabit. Non riuscirà invece a raggiungere l’obiettivo di raddoppiare, entro il 2030, la quota di merci trasportate su ferrovia (rispetto al 2015) e di investire il 3% del Pil in Ricerca e sviluppo.

Le disuguaglianze tra Paesi sono costanti e piuttosto contenute, con l’eccezione del Portogallo che registra valori molto più bassi. Nonostante i miglioramenti registrati in Italia negli ultimi anni, il nostro Paese rimane al di sotto della media europea.

La Bussola per la competitività e il Patto per l’industria pulita, adottati a inizio 2025, mettono a sistema gli obiettivi di decarbonizzazione del Green deal, nuove misure per la competitività industriale, la riduzione delle dipendenze dalle importazioni e la promozione dell’innovazione nell’Ue. Per lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, il 2 agosto 2024 è entrata in vigore la legge europea sull’AI (“AI Act”), il primo atto normativo sull’intelligenza artificiale al mondo pensato per regolare lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale in base ai livelli di rischio. È stato inoltre approvato il “Piano d’azione per il continente dell’AI” che integra gli sviluppi e le misure per l’AI sviluppate nella precedente legislatura europea, inserendoli all’interno di un nuovo quadro d’iniziative per sostenere e incentivarne la rapida diffusione.

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