20 Aprile 2026

 

Cominciamo questa prima uscita di “Fare la pace” con due esperienze di educazione alla pace realizzate in Italia coinvolgendo ragazze e ragazzi provenienti dall’Ucraina, in guerra con la Russia.

Entrambe le esperienze utilizzano la mobilità internazionale per un’educazione alla pace fondata sull’incontro diretto. Ciò deve avvenire in spazi sicuri di conoscenza e apprendimento, di dialogo e ascolto reciproco: spazi di accoglienza e convivenza. Intercultura lavora su un’accoglienza affettiva e quotidiana: attraverso l’inserimento in famiglia e nella scuola, mira a fornire spazi di “normalità” e relazione, accogliendo la fragilità  tramite il dialogo e la convivialità. Egina adotta un approccio più tecnico-progettuale dove la pace si costruisce attraverso l’ascolto radicale dell’altra persona per immaginare e progettare insieme. 

Comune è l’obiettivo: promuovere un’esperienza educativa in cui tutte e tutti i partecipanti hanno la possibilità di “fare esperienza dell’altro” e immaginare un futuro oltre il conflitto. In entrambi i casi, l’educazione alla pace è un processo di apprendimento esperienziale dove l’incontro e la diversità culturale permettono di sperimentare o riscoprire la propria capacità di agire nel mondo.

di Giordana Francia, coordinatrice Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4 “Istruzione di qualità”

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