La Banca Mondiale affronta il problema della misurazione degli Obiettivi di sviluppo

1 Giugno 2020

La World Bank ha recentemente diffuso la nuova edizione dei World Development Indicators (WDI) 2016, una interessante e ampia raccolta di statistiche internazionali, ufficiali e comparabili, relative allo sviluppo globale e alla qualità di vita delle popolazioni. La nuova edizione si distingue dalle precedenti in quanto tiene conto dei 17 Sustainable Development Goals e dei 169 target  fissati dall’Onu nel dicembre del 2015 e si concentra su indicatori utili a misurare gli SDGs.

Per ciascuno dei 17 goal, gli esperti della World Bank hanno selezionato indicatori che identificano e analizzano le principali tendenze e le sfide, anche con il fine di stimolare il dibattito sui problemi di misurazione. L’approfondimento richiederà infatti un coinvolgimento sempre maggiore degli istituti statistici nazionali e di altre istituzioni pubbliche e private. Le novità del WDI 2016 riguardano anche l’aggiornamento dei principali indicatori per 214 paesi e 14 gruppi di paesi organizzati in 6 aree: visione globale, popolazione, ambiente, economia, stato e mercato, partnership. La pubblicazione principale è a pagamento, mentre sono disponibili on line e scaricabili sia documenti di sintesi che l’archivio dati con tabelle e grafici (data.worldbank.org/wdi). Una presentazione interattiva degli indicatori chiave per valutare gli SDGs è disponibile su data.worldbank.org/sdgs.

Qualche breve esempio tratto dai documenti sopracitati, in particolare dal WDI-2016-highlights-featuring-sdgs-booklet, dimostra chiaramente quanto gli indicatori elaborati dalla World Bank possano essere utili per l’analisi riferita agli SDGs.

Goal 1 Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Nel 2012, il 13% della popolazione mondiale viveva al di sotto della soglia di povertà fissata a livello internazionale a $1.90 al giorno: nel 1990 la percentuale era pari al 37%. 

Nonostante i progressi, resta ancora molto da fare, specialmente per migliorare i sistemi di protezione sociale nei paesi a basso reddito.

Goal 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Negli ultimi 25 anni la quota di popolazione mondiale che soffre la fame è diminuita molto; l’incidenza della malnutrizione è scesa dal 19 all’11%, ma resta elevata nei paesi a basso reddito e in particolare fra i bambini sotto i 5 anni e le donne incinte.

 

Goal 5 Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Nonostante un generale miglioramento della situazione, permane un forte gap tra uomini e donne: metà delle donne risulta economicamente attiva rispetto ai 3/4 degli uomini. Il costo di questa disparità è un minore sviluppo globale. Ancora diffuse la violenza e la discriminazione contro le donne, frequenti i matrimoni precoci e carente il pari godimento dei diritti civili.

 

Goal 7 Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Tra il 1990 e il 2013 l’utilizzo globale dell’energia è aumentato del 54%, più del corrispondente aumento della popolazione (36%). Restano ancora lontani tuttavia dalla disponibilità di energia elettrica oltre un miliardo di persone. Le fonti rinnovabili di energia si stanno diffondendo, in particolare nei paesi a più alto reddito, ma ancora c’è molto da migliorare perché la quota sul totale delle fonti energetiche è bassa, intorno al 18%.

 

Goal 10 Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni

I target di questo goal sono fortemente intrecciati con quelli di molti altri goal; l’ineguaglianza riguarda infatti molti contesti: il reddito tra paesi  diversi e la situazione interna al singolo paese misurata  per genere, età, disabilità, razza, religione, opportunità.

Il target 10.1 prevede di raggiungere e sostenere progressivamente la crescita del reddito del 40% più povero della popolazione a un tasso superiore rispetto alla media nazionale. In 56 su 94 paesi nel periodo 2007-2012  il reddito pro capite del 40% più povero della popolazione è cresciuto più della media.

 

 

di Antonella Crescenzi

 

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