17 Aprile 2026
L’emergenza Covid-19, attraverso la didattica a distanza, ha evidenziato non solo l’importanza delle tecnologie digitali nella vita degli studenti e delle loro famiglie, ma anche quanto il digital divide rappresenti un fattore critico e una fonte di profonde disuguaglianze. Dal quadro delineato dai più recenti dati Istat emerge infatti che il 12,3% dei minori dai 6 ai 17 anni non possiede un tablet o un computer, con forti disuguaglianze territoriali, soprattutto a scapito del Mezzogiorno. Questo divario si ritrova anche nella disponibilità di connessione a banda larga, indispensabile per la fruizione della didattica a distanza: se il 77,9% dei minori nella fascia 6-17 anni vive in famiglie che dispongono di banda larga, tale percentuale si riduce al 73,1% al Sud e al 64,6% nelle Isole; e anche quando le famiglie dispongono degli strumenti digitali e della connessione, non sempre hanno un numero di device sufficiente per tutti i membri.
Tra queste nuove forme di divario, trova spazio anche la disuguaglianza nelle competenze digitali che, sempre secondo i dati Istat, si traduce in basse competenze digitali per due adolescenti su tre per la fascia 14-17 anni, mentre solo meno di tre su dieci – pari a circa 700mila ragazzi – si attestano su livelli alti. Questo effetto, inoltre, è più forte per gli studenti con scarso rendimento scolastico iniziale o provenienti da un background familiare particolarmente svantaggiato.
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