17 Aprile 2026

Povertà, disuguaglianze, stereotipi: questa la dura situazione dei minori in Italia che emerge dai Rapporti di Crc e Save the children. Con la crisi aumentano pedopornografia, violenze e divario digitale. Ecco alcune raccomandazioni.18/11/20

Il Rapporto del Gruppo Crc sui diritti dei bambini ai tempi del Covid-19

Pubblicato in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia che si celebra il 20 novembre, l’undicesimo Rapporto di monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza redatto dal Gruppo Crc  – che raccoglie oltre 100 attori della società civile impegnati in difesa dei diritti dei minori – quest’anno allarga lo sguardo sull’impatto che la pandemia ha avuto sui quasi 10 milioni di bambini e adolescenti che vivono in Italia.

Il rapporto “I diritti dei bambini ai tempi del Covid-19: quali sfide per il futuro?” indaga i principali ambiti in cui si sono manifestati maggiormente gli effetti delle misure adottate per contrastare l’emergenza da Covid -19 in tutto il Paese e avanza alcune raccomandazioni alle istituzioni.

Pur essendo una delle categorie più colpite dalla pandemia per via della didattica a distanza e della perdita di relazionalità, oltre che di spazi ricreativi e di socialità, “nei primi interventi messi in campo dal Governo in risposta all’emergenza sanitaria e alla crisi economica con il decreto e i fondi stanziati a marzo (c.d. Decreto Cura Italia) e a maggio (c.d. Decreto Rilancio), i bambini/e e i ragazzi/e non sono stati considerati come persone, ma via via come ‘figli’, ‘alunni’ o come possibili fonti di contagio, senza una visione d’insieme e quindi senza pianificare un’azione strategica per l’infanzia e l’adolescenza”,  si legge nel documento.

Quelle denunciate dal Gruppo Crc sono le logiche riparative e frammentate che hanno informato i vari provvedimenti e la mancanza di politiche di sistema rivolte direttamente al sostegno di bambini e adolescenti. Sia il Decreto Cura Italia che il Decreto Rilancio ne sono una prova: il primo ha infatti introdotto alcune misure in aiuto ai genitori lavoratori, con bambini rimasti a casa a seguito della prolungata chiusura delle scuole, mentre il secondo ha incrementato le risorse del Fondo per le politiche della famiglia, allo scopo di potenziare, durante il periodo estivo, centri ricreativi e servizi socio-educativi territoriali nonché per contrastare con iniziative mirate la povertà educativa. Anche il Fondo unico per l’edilizia scolastica è stato incrementato complessivamente di 100 milioni per l’anno 2020 prevedendo, oltre agli interventi di edilizia leggera e agli adeguamenti previsti dalle norme anti Covid-19, anche investimenti su device e connessioni. Tutte queste misure non tengono però in considerazione i bambini e gli adolescenti in quanto tali, ma solo in funzione dei diversi contesti di riferimento in cui essi vivono (scuola, alternative care, famiglia, attività sociali).

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