17 Aprile 2026

La conferenza ha avuto un inizio ritardato perché i delegati discutevano l’annosa questione delle perdite e dei danni, che si riferisce alle devastanti conseguenze dei disastri climatici subiti dai Paesi più poveri. Raggiunto un accordo per discuterne il finanziamento. 7/11/22

 

La Cop 27, a cui parteciperanno 196 Paesi, 120 leader mondiali e 45mila persone, è accompagnata dallo stigma pregiudiziale di fallimentare, che nelle altre Cop, almeno però a cose fatte, è stata la immancabile conclusione. A Sharm, per tutti, i problemi del mondo sono ben altri, inflazione, guerra, energia, e l’approccio multilaterale Onu ai negoziati ha fatto il suo tempo, incapace di fermare i conflitti e di scongiurare pandemie, crisi climatiche, perdita di biodiversità, povertà e migrazioni.

La Cop 27 ha avuto un inizio ritardato dopo che i delegati hanno litigato fino a tarda notte sabato e domenica mattina sull’annosa questione di perdite e danni, che si riferisce alle devastanti conseguenze dei disastri climatici subiti dai Paesi più poveri. Il primo giorno dei colloqui è stato dominato da discussioni sulla necessità che le nazioni ricche paghino quelle più povere in riconoscimento del loro ruolo dominante tra le cause del cambiamento climatico. Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia sono tutti debitori di miliardi di dollari per la loro quota di fondi per il Green climate fund. La scadenza dei 100 miliardi di dollari, ora prorogata, sarebbe stata al 2020. La serie storica dei pagamenti globali è in figura.

 

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