17 Aprile 2026
In un Rapporto speciale sul carbone, l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha chiesto un’azione politica immediata per finanziare il phase out di quel combustibile, in particolare nelle economie emergenti e in via di sviluppo. In uno scenario in cui gli attuali impegni nazionali sul clima fossero rispettati, la produzione delle centrali a carbone esistenti dovrebbe diminuire di circa un terzo tra il 2021 e il 2030, con il 75% sostituito da solare ed eolico. Per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050 e limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, il consumo di carbone deve diminuire del 90%.
Drammatico l’evento della Federazione Russa alla Cop 27 in mezzo alle grida di “criminali di guerra” e la totale assenza di qualsiasi discussione sulla produzione nazionale di petrolio e gas, nonostante la Russia sia il secondo produttore mondiale di petrolio e gas e le emissioni di carbonio dei combustibili fossili siano la causa principale della crisi climatica. I manifestanti che gridavano “siete criminali di guerra” sono stati rapidamente allontanati dalla stanza. Motivo secondo il presidente: “L’evento riguarda l’agenda climatica, non l’agenda politica”.
Aggiornamenti quotidiani a cura di Toni Federico, coordinatore del Gruppo di lavoro “Energia e Clima” (Goal 7-13) dell’ASviS e del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Leggi gli approfondimenti sul sito del Comitato.
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