20 Aprile 2026

Quando si parla di energia si parla di clima e quando si parla di clima di energia. Transizione ecologica ed energetica sono interdipendenti al punto che l’attenzione generale si concentra, a oggi, soprattutto sulla seconda: “lasciare i fossili sottoterra”, come ha ricordato il segretario generale dell’Onu António Guterres, è un traguardo fondamentale per combattere il riscaldamento globale. Il Goal 7 “Energia pulita e accessibile” è perciò un obiettivo centrale per il raggiungimento dell’Agenda 2030.

Lo pensano anche gli italiani, che mettono questo Goal al quinto posto tra le priorità dell’Agenda 2030, secondo il sondaggio Ipsos riportato nel Rapporto ASviS 2023. La rilevanza di questo tema è legata al persistere della preoccupazione per l’aumento dei costi energetici, della sicurezza energetica, oltre che all’attenzione per lo sviluppo sostenibile.

Il nostro Paese fa abbastanza, ma non quanto dovrebbe, per sedare queste preoccupazioni. Secondo l’indicatore composito elaborato dall’Alleanza, l’andamento positivo registrato in Italia tra il 2010 e il 2020 appare abbastanza continuo: in questo arco di tempo migliorano la quota di energia da rinnovabili sul consumo finale lordo di energia (dal 13,0% al 20,4%) e l’efficienza energetica, che aumenta in 10 anni del 12,3%. Il miglioramento maggiore si evidenzia nel 2020, in concomitanza della pandemia e della conseguente riduzione dei consumi energetici.

Nel 2021, con la ripresa economica, l’indice registra un peggioramento, tornando ai livelli antecedenti il 2019: si riduce al 19% la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo lordo e l’efficienza energetica torna ai livelli del 2017. Nel 2022 si assiste, invece, a un netto miglioramento. Le disuguaglianze territoriali, stabili fino al 2019, dopo il 2020 aumentano.

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