20 Aprile 2026

I dati dell’Istat segnalano anche una progressiva crescita di stili di vita sedentari. Questo andamento negativo ha riguardato anche gli stili alimentari: la percentuale di popolazione con un’alimentazione adeguata nel triennio 2020-2022 è scesa dal 18,7% al 16,8% ed è aumentata anche la quota delle famiglie in condizioni di insicurezza alimentare, particolarmente nelle regioni del Sud.

Per quanto riguarda invece l’agricoltura, da un punto di vista sociale è caratterizzata da una forte criticità: il settore, infatti, è investito da un tasso molto alto di irregolarità dell’occupazione (24,4% nel 2020), concentrata soprattutto nelle regioni meridionali, che determina un inaccettabile sfruttamento del lavoro e comporta rischi per la sicurezza dei consumatori, oltre che per la tutela dell’ambiente.

Ma veniamo ai segnali positivi: nonostante la riduzione degli investimenti nel biennio 2020-2021, è aumentata la superficie agricola utilizzata per le coltivazioni biologiche, pari al 17,4% di quella totale nel 2021, ma anche la redditività dell’agricoltura, anche grazie a importanti sgravi fiscali e sussidi, soprattutto a sostegno delle piccole e medie aziende. Inoltre, sul piano dell’impatto ambientale, risultano in diminuzione le emissioni di gas serra da attività agricole che, nel 2020, hanno costituito l’8,6% delle emissioni totali, e il tasso di utilizzo di prodotti fitosanitari come pesticidi e di serbanti, in calo dal 2010 al 2017, per poi stabilizzarsi fino al 2021.

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