20 Aprile 2026
I buoni risultati conseguiti nel biennio 2021-2022 in termini di crescita della quota di investimenti sul Pil (dal 18% del 2020 al 21,8% del 2022), aumento dell’occupazione (al 60,8% nel 2022, due punti percentuali in più rispetto al 2008) e riduzione della disoccupazione (il cui tasso è sceso al 7,8%, dal 12,9% del 2014) non portano comunque il mercato del lavoro italiano al livello degli altri grandi Paesi europei.
Se infatti l’occupazione totale ha mostrato una dinamica positiva, soprattutto grazie all’aumento dei lavoratori con 50 anni e più, la presenza di una crescita economica mediamente molto contenuta ha penalizzato i giovani, per i quali il tasso di disoccupazione, pur in diminuzione rispetto ai livelli del 2014-2015, resta tra i più alti nell’Ue. Nel 2022 i Neet (giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano), nonostante la riduzione nell’ultimo biennio, sono 1,67 milioni, ovvero quasi uno su cinque (19%). Tuttavia, il raggiungimento entro il 2030 dei Target 8.6 (riduzione dei Neet al di sotto del 9%) e 8.b (predisposizione di un “Patto per l’occupazione giovanile”) è ancora possibile, mentre risulta molto difficile, se non impossibile, raggiungere il Target 8.5 (78% del tasso di occupazione). Alle criticità segnalate si aggiungono, poi, quelle che riguardano l’occupazione femminile (con un divario sul tasso di partecipazione al mercato del lavoro rispetto agli uomini di 18,1 punti percentuali nel 2023, contro una media Ue di 9,8 nel 2022), la precarietà e i fortissimi divari territoriali tra Nord e Sud. Nel corso degli anni successivi all’adozione dell’Agenda 2030 sono stati numerosi i provvedimenti adottati per superare le difficoltà, sia congiunturali che strutturali, del mercato del lavoro italiano. Con risultati altalenanti.
Ad esempio, per incrementare l’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione e promuovere l’occupabilità dei giovani in procinto di uscire dal circuito formativo, la Legge di Bilancio 2017 ha introdotto misure di sostegno all’occupazione per i soggetti che hanno partecipato ai programmi di alternanza scuola-lavoro o svolto un periodo di apprendistato.
Alla fine del 2017, inoltre, in vista della scadenza dei termini per le assunzioni legate al “Bonus occupazione” della Garanzia Giovani, l’Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal) ha provveduto a istituire il nuovo “Incentivo occupazione giovani” per ridurre la quota dei Neet, con risultati positivi.
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