20 Aprile 2026
Nel 2019, sono state adottate due misure molto discusse: il Reddito di Cittadinanza (RdC) e la riforma del sistema pensionistico (Quota 100). Queste misure avrebbero dovuto favorire il ricambio generazionale, incoraggiare la creazione di nuovi posti di lavoro, offrire un sostegno economico ai lavoratori con i redditi più bassi e potenziare i Centri per l’impiego. Tuttavia, il RdC non ha offerto un sostegno adeguato alla popolazione più bisognosa. E anche per questa ragione nel maggio 2020 è stato necessario istituire, su proposta dell’ASviS e del Forum Disuguaglianze e Diversità, il Reddito di Emergenza (Rem), un sostegno straordinario e temporaneo rivolto ai nuclei familiari in condizione di grave necessità economica, rimasti esclusi dalle altre misure di sostegno previste dai provvedimenti anticrisi. I risultati hanno permesso a 430mila nuclei familiari di accedere a un beneficio medio mensile pari a 550 euro. Per quanto riguarda la riforma del sistema pensionistico, non si è verificata l’attesa turnazione tra lavoratori anziani in uscita e giovani in entrata.
Da segnalare infine la Direttiva della Commissione europea per un salario minimo adeguato, adottata il 28 ottobre 2020 e che, in linea con il “Pilastro europeo dei diritti sociali”, prevede che gli Stati membri definiscano criteri nazionali di adeguatezza dei salari minimi.
Secondo il sondaggio Ipsos contenuto nel Rapporto ASviS, i temi del lavoro e della crescita economica sono particolarmente sentiti dalla popolazione italiana: gli intervistati mettono il Goal 8 al secondo posto nella classifica delle priorità percepite, sorpassato solo dalla lotta al cambiamento climatico. Il lavoro è considerato un aspetto necessario per la realizzazione personale, a patto di trovare un buon equilibrio con la sfera privata (62%). Per il 23% è invece considerato il centro della propria vita, e solo una quota minoritaria lo considera un mero mezzo di sostentamento economico (15%). Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sottolinea il Rapporto ASviS, rappresenta l’occasione per recuperare i ritardi storici di un Paese che cita il lavoro nel primo articolo della propria Costituzione.
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