20 Aprile 2026

In generale, il Rapporto ASviS sottolinea che dal 2010 al 2022 sul Goal 6 c’è stato un peggioramento, come dimostra anche la collocazione dell’Italia al quartultimo posto nella classifica europea sull’obiettivo, e in questo contesto l’efficienza delle reti rappresenta una delle tematiche più critiche a livello nazionale. La dispersione delle reti idriche, infatti, si attesta al 42,4%, una media che continua a salire negli ultimi anni secondo i dati Istat (nel 2018 era al 42%, e nel 2015 al 41,4%). Inoltre, la quota di famiglie insoddisfatte per la continuità nell’erogazione dell’acqua è passata dall’8,7% del 2014 al 9,7% del 2022. Per affrontare le criticità legate all’inefficienza delle reti idriche, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono previste diverse misure, ancora però insufficienti, dice il Rapporto. Andando nello specifico, il Pnrr interviene investendo oltre 4,3 miliardi di euro attraverso quattro misure di grande portata: due miliardi di euro per le nuove infrastrutture idriche primarie (per esempio nuovi invasi) su tutto il territorio; 900 milioni di euro per la riparazione, la digitalizzazione e il monitoraggio integrato delle reti idriche in modo da diminuire sostanzialmente le perdite di acqua; oltre 800 milioni di euro per il potenziamento e l’ammodernamento del sistema irriguo nel settore agricolo; 600 milioni di euro di investimenti per la depurazione delle acque reflue, da riutilizzarsi in agricoltura e manifattura.

Attualmente l’89% dei residenti ha un allaccio al sistema fognario mentre, se guardiamo allo stato ecologico delle acque superficiali interne (fiumi e laghi), questo è valutato come “buono” o “superiore” solo per il 43% dei casi (il 10% dei corpi idrici è ancora in uno stato sconosciuto). Per le acque sotterranee, invece, il 70% è in buono stato chimico e il 79% è in buono stato quantitativo (si basa sulle misure di livello/portata in relazione alle caratteristiche dell’acquifero).

Condividi questo articolo!

Go to Top