20 Aprile 2026

Tra i Target quantitativi del Goal 11, il Rapporto individua nel Target 11.2 (aumentare l’offerta di trasporto pubblico) e nel Target 11.6 (migliorare la qualità dell’aria) due traguardi che non verranno raggiunti entro il 2030, perché non dimostrano miglioramenti significativi.

Ma nonostante questi dati, secondo quanto riportato dal sondaggio realizzato da Ipsos per l’ASviS, la creazione di città e comunità sostenibili risulta nelle posizioni più basse della classifica degli Obiettivi di sviluppo sostenibile prioritari (13esimo posto), citata solo dall’11% di chi conosce l’Agenda 2030. Si manifesta una certa preoccupazione in merito alla situazione urbanistica: ad esempio, quasi la metà della popolazione (45%) esprime un giudizio molto critico sul livello di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica raggiunto dalle città italiane. Analogamente, critica viene giudicata la qualità dell’aria: soltanto il 20% dei residenti nelle aree metropolitane si dichiara pienamente soddisfatto di ciò e si riscontra una generale percezione di peggioramento della qualità dell’aria negli ultimi due anni, in Italia e in gran parte delle aree metropolitane. Insoddisfatte anche sei persone su 10 per la quantità di aree verdi urbane nelle aree metropolitane.

Per i territori non urbanizzati, la Strategia nazionale per le aree interne (Snai) è stata un’importante innovazione del ciclo di programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020, confermata anche per il ciclo 2021-2027, perché ha richiamato l’attenzione sui territori più fragili, che vanno rilanciati anche in chiave di sostenibilità. I Comuni classificati come aree interne ricevono risorse cospicue dal Pnrr per il potenziamento dei servizi sociali e le farmacie rurali e dal Pnc per la viabilità. Ma il rischio è di risorse a pioggia con interventi settoriali su piccoli Comuni, Comuni montani e borghi, oltre che sui Comuni marginali e per il turismo. Per quanto riguarda le green community, le piccole comunità che mettono in atto piani di sviluppo sostenibile a livello locale hanno ricevuto dal Pnrr un finanziamento pari a 135 milioni di euro.

Infine, in termini di politiche e programmi per il potenziamento del verde urbano, a dieci anni dalla Legge n. 10/2013 si rileva una maggiore conoscenza e sensibilità degli amministratori, con l’avvio di nuove progettualità e strumenti di governo del verde, ma nei 109 capoluoghi di Provincia sono stati adottati e approvati solo otto Piani per il verde e, secondo i dati del 2021, la superficie di verde pubblico nei Comuni capoluogo di provincia resta sostanzialmente stabile, contrariamente a quanto auspicato dalle strategie e politiche europee e nazionali.

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