18 Febbraio 2024
Riconoscere l’urgenza della crisi climatica e adottare leggi che proteggano le generazioni attuali e future è oggi una delle principali sfide da affrontare. È fondamentale garantire un’istruzione che sensibilizzi sulla crisi climatica, coinvolgere i giovani nei processi decisionali, ridurre le emissioni, limitare l’uso di carbone e pesticidi, riqualificare il settore edilizio residenziale, modernizzare il trasporto pubblico e investire maggiormente nelle comunità colpite dai disastri climatici. Ed è importante anche utilizzare indicatori specifici per assicurare che gli investimenti siano orientati al benessere delle bambine e dei bambini e che rispondano alle loro esigenze.
Questi alcuni dei temi chiave al centro del documento “Governo e giovani dialogano: quali proposte per il clima?“ redatto con il contributo di ASviS, Change for Planet, Italian Climate Network, Legambiente, Movimento Giovani per Save the Children e Wwf Young. Un documento nato con l’obiettivo di illustrare le proposte e le idee dei giovani, appartenenti a numerose associazioni e movimenti attivi per la tutela dell’ambiente e il contrasto alla crisi climatica, presentate alle istituzioni e in particolare al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Gilberto Pichetto Fratin, durante un evento di dialogo intergenerazionale che si è tenuto in vista della Cop 28 nell’ambito dell’iniziativa All4Youth Italy 2023, promossa da Save the Children in collaborazione con l’Undp Rome Centre for Climate and Energy.
“Come Mase e come Governo stiamo lavorando per rendere l’ambiente centrale nelle scelte economiche, e in questo percorso la voce dei giovani è irrinunciabile e sarebbe un errore imperdonabile non ascoltarla. Serve il loro impegno civile, servono le loro idee e la loro passione e questo vale soprattutto sulle questioni ambientali: le nostre ragazze e i nostri ragazzi devono essere protagonisti di un dibattito che riguarda innanzitutto il loro futuro”, il ministro Gilberto Pichetto Fratin.
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Qualche dato su giovani e impatto climatico
I minorenni vengono spesso considerati solo come un gruppo vulnerabile anziché essere riconosciuti come soggetti attivi e agenti di cambiamento. Tanto che meno del 4% dei progetti esaminati in una recente ricerca prende in considerazione, in modo esplicito e significativo, le esigenze e il coinvolgimento dei bambini. Eppure, oggi, 160 milioni di bambine e bambini sono esposti a siccità gravi e prolungate. Entro il 2050, 24 milioni di bambini saranno denutriti a causa della crisi climatica.
Secondo le stime di Save the Children, il numero di bambine che rischiano di subire il duplice rischio degli impatti del cambiamento climatico e del matrimonio infantile è destinato ad aumentare del 33%, raggiungendo quasi i 40 milioni entro il 2050. Inoltre, c’è un’enorme carenza di fondi per molti Paesi colpiti dalla crisi climatica e alimentare: nonostante oltre un miliardo di bambini sia ad altissimo rischio di subire gli impatti della crisi climatica, solo il 2,4% dei principali fondi globali per il clima risponde alle loro esigenze.
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Le richieste dei giovani al governo per contrastare la crisi climatica
Le proposte si articolano su cinque temi chiave: educazione e partecipazione, sistemi agroalimentari, finanza climatica, energia e sostenibilità urbana. Di seguito alcune delle richieste avanzate dai giovani.
- Educazione e partecipazione. L’educazione ambientale deve diventare un elemento centrale nei programmi scolastici fin dalla prima infanzia per consentire ai giovani di essere formati come cittadini consapevoli della crisi climatica. Inoltre, è necessario stabilire una valutazione ex-ante dell’impatto delle proposte di legge sulle future generazioni, promuovere una partecipazione giovanile attiva nelle politiche e nelle azioni per il clima e accompagnare le ragazze e i ragazzi verso lo sviluppo delle green skills per essere preparati alle sfide della transizione ecologica.
- Sistemi agroalimentari. Occorre adottare politiche che promuovano l’agricoltura sostenibile, la riduzione degli sprechi alimentari e la tutela della biodiversità.
Importante anche promuovere l’educazione alimentare per garantire corretti stili di vita e incoraggiare l’adozione di pratiche agricole che riducano le emissioni di gas serra e favoriscano la transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile. È urgente, poi, approvare il Regolamento europeo sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, per fissare obiettivi di riduzione dell’uso dei pesticidi vincolanti per gli Stati membri. - Finanza climatica. Servono investimenti più consistenti nella finanza climatica e in grado di considerare i diritti, i bisogni e la voce dei bambini nella pianificazione e nell’allocazione delle risorse per affrontare i disastri climatici. In merito al fondo Perdite e danni, approvato all’apertura della Cop 28 e per il quale l’Italia ha annunciato un contributo di 100 milioni di euro, i giovani hanno chiesto al nostro governo di supportare la gestione democratica del Fondo garantendo l’accesso e la partecipazione delle comunità afflitte, della società civile, di altri stakeholder e dei giovani nei processi decisionali.
- Energia. Sul fronte energetico, i giovani chiedono al governo italiano di adottare obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra, portando l’obiettivo previsto dal nuovo Piano integrato energia e clima (Pniec) dal 40,3% al 65% rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, chiedono di promuovere l’uso di fonti energetiche rinnovabili e sostenibili, portandole al 100% entro il 2035, stabilire definitivamente l’eliminazione graduale del carbone al 2025 su tutto il territorio nazionale e adottare un piano serio e concreto per eliminare i sussidi ambientalmente dannosi entro il 2030.
- Sostenibilità urbana. Infine, occorre promuovere la sostenibilità urbana attraverso la creazione di spazi verdi, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e la promozione di trasporti pubblici efficienti e sostenibili. Vogliono che le città siano progettate in modo da favorire la mobilità a piedi e in bicicletta, riducendo l’uso dei veicoli privati e migliorando la qualità della vita delle persone.
di Monica Sozzi
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