20 Aprile 2026
A livello europeo, l’indice composito sulla povertà è rimasto stabile tra il 2010 e il 2022, con una leggera crescita a partire dal 2017 spinta soprattutto dalla riduzione della quota di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale (-2,4 punti percentuali tra il 2015 e il 2022). La Romania ha ridotto il proprio gap rispetto agli altri Stati membri, mentre Francia, Danimarca e Lussemburgo hanno registrato i peggioramenti più significativi. L’Italia, per tutto il periodo, è rimasta al di sotto della media Ue.
Per quel che riguarda l’obiettivo quantitativo chiave dell’Ue per il 2030 di ridurre del 16% il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale rispetto ai livelli del 2020 (Target 1.2), è emerso che il divario tra Italia e media europea si è ridotto. Mentre l’Ue ha registrato una leggera flessione (-0,3 punti percentuali), l’Italia ha visto una riduzione più netta (-2,4 punti). Tuttavia, nel 2023, sia il dato europeo (21,8%) sia quello italiano (22,8%) restano ancora lontani dal target fissato.
Per contrastare la povertà, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nell’ambito degli orientamenti politici per il 2024-2029, ha programmato per l’inizio del 2025 la definizione di un nuovo “Patto per il dialogo sociale europeo”, da elaborare assieme ai sindacati e ai datori di lavoro, e annunciato la prima Strategia anti-povertà dell’Ue e il primo Piano europeo per l’accessibilità economica all’alloggio, in collaborazione con la Banca europea per gli Investimenti.
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