20 Aprile 2026

Le guerre continuano a causare sofferenze enormi e sfollamenti. Sono 59 i conflitti armati attivi tra Stati o al loro interno, il livello più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nel 2024 quasi 50mila persone, in larga parte civili, hanno perso la vita in tali conflitti: una ogni 12 minuti, con un aumento del 40% rispetto al 2023. Nel biennio 2023- 2024 il numero di bambini e donne uccisi è cresciuto rispettivamente del 337% e 258% rispetto al biennio precedente. Circa l’80% dei decessi dei bambini e il 70% di quelli femminili si sono verificati a Gaza. Alla fine del 2024 123,2 milioni di persone erano state sfollate con la forza. Il 2024 è stato il più mortale degli ultimi dieci anni per i giornalisti, con 82 uccisioni, oltre il 60% avvenute in zone di conflitto. La spesa militare globale ha raggiunto il livello record di oltre 2.700 miliardi di dollari, con un trend in crescita che, se confermato, porterebbe a raggiungere livelli compresi tra 4.700 e 6.600 miliardi di dollari entro il 2035. Con circa il 10% di quei 2.700 miliardi di euro sarebbe possibile eliminare la povertà estrema sul pianeta. Nonostante le evidenti difficoltà, la diplomazia internazionale ha continuato a lavorare, conseguendo alcuni risultati che mantengono ancora viva la speranza in un nuovo multilateralismo. Ad esempio, dando seguito agli impegni assunti con il Patto sul Futuro, a fine giugno 2025 è stato adottato il cosiddetto “Impegno di Siviglia per la finanza allo sviluppo”, al quale hanno aderito tutti i Paesi eccetto gli Stati Uniti, successivamente seguiti da Israele (voto contrario) e Argentina (astenuta) in occasione del voto dell’Assemblea Generale sul tema.

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